SOLAREXPO, TORNA IL FOCUS SU TECNOLOGIA E FINANZA VERDE


SolarExpo

SolarEXPO

Innovazione tecnologica, market trend, strategie di internazionalizzazione e nuove soluzioni in ambito green finance. Questi gli elementi attorno cui ruotera’ la 14esima edizione di Solarexpo in programma alla Fiera Milano-Rho, dall’8 al 10 maggio. Confermata la presenza di aziende di rilievo in tutti gli ambiti tecnologici del settore fotovoltaico e un parterre autorevole di esperti a livello internazionale.

Un appuntamento importante che si rinnova quest’anno, divenuto punto di riferimento importante. Ad oggi sono oltre 400 gli espositori iscritti, tra aziende e marchi rappresentati, e oltre 300 i relatori che interverranno negli appuntamenti convegnistici, valore aggiunto di una fiera da sempre vetrina di novita’ e appuntamento di riferimento specializzato per l’intera business community del solare.

L’EOLICO E LE RINNOVABILI DEVONO ESSERE TUTELATI


Pale eoliche

Pale eoliche

“La produzione di energia pulita va tutelata e sviluppata nella legalità e trasparenza. La crescita dell’impero che oggi è finito sotto confisca è anche il frutto della scarsa trasparenza”: così Legambiente commenta la confisca in primo grado del patrimonio di Vito Nicastri disposta dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani, per un ammontare complessivo di 1,3 miliardi di euro. La più ingente misura di confisca antimafia mai effettuata prima d`ora. Il provvedimento, che fa seguito al sequestro effettuato nel 2010, “conferma la bontà delle indagini svolte dalla Direzione investigativa antimafia in un settore per molti aspetti strategico per il nostro paese come quello delle energie rinnovabili”, sottolinea l’associazione.

RINNOVABILI, 40+10 PER LO SVILUPPO


di Roberto Saija – Il governo ha deciso di mettere in movimento circa 40 miliardi, nei prossimi due anni, per pagare debiti con le aziende. A Giugno poi scade il termine per gli incentivi nel campo delle energie rinnovabili, che ammontano a circa 10 miliardi . Due aspetti di un unico problema: come concentrare risorse per accelerare la ripresa.

E’ ovvio che un’immissione di liquidità agevolerebbe il sistema delle imprese, rimettendo in moto meccanismi di cassa che allevierebbero i morsi della crisi. Ma il punto riguarda l’accelerazione: come riuscire a concentrare gli investimenti produttivi ? Il pagamento dei crediti è una forma, ma rischia, se rimane isolata , di disperdere le risorse e diluire gli sforzi.

Se invece si collegasse la fase del pagamento dei crediti, che comunque appare cadenzata in due anni, per cui richiederebbe comunque l’adozione di un programma di priorità, e l’imminente scadenza dei contributi per il fotovoltaico. L’idea infatti sarebbe di considerare l’intera partita del rinnovamento energetico la priorità delle priorità. Questo significherebbe innanzitutto di mettere i comuni in condizione di saldare i debiti ed eventualmente avviare ulteriori iniziative nel settore dell’efficienza energetica e della riorganizzazione dei sistemi locali di produzione. In questa prospettiva il rinnovo degli incentivi potrebbe essere affrontato non con la solita generiade di lamentele e di recriminazioni dalle varie parti del sistema, ma come una strategia ancorata direttamente alla ripresa della spinta economica sul territorio. In sostanza pensiamo ad una serie di misure che intreccino operazioni di cassa e sblocco di procedure per dare una vera spinta al processo di trasformazione urbana del sistema di produzione energetico., Il trasferimento dei centri di produzione dalle aree verdi a quelle metropolitane dovrebbe infatti essere guidato proprio da questa logica incentrata sui comuni. Il tema sarebbe , come strumento di governo e di spesa al tempo stesso, il piano regolatore del calore .

Si tratterebbe di una nuova soluzione che metterebbe i comuni al centro della transizione dalle energie fossili a quelle rinnovabili, dando trasparenza e garanzie sia dal punto di vista normativo che da quello economico.

Premessa dovrebbe essere una sorta di conferenza nazionale promossa da Anci e Ministero della coesione sociale di Fabrizio Barca per elaborare le linee operative del progetto. Contemporaneamente Regioni e comuni dovrebbe aprire veri cantieri energetici per adeguare procedure e norme alla grande transizione. In regioni come la Puglia e la Campania dovrebbero essere bonificate le giungle normative che stanno ancora impedendo il completamento di ingenti investimenti. Una chiarificazione che dovrebbe coinvolgere direttamente anche l’aspetto giudiziario, visto che l’interpretazione punitiva di interventi imprenditoriali sta costando caro all’intero sistema economico con sequestri e procedimenti che coinvolgono rilevanti realtà industriali.

Stiamo parlando di una leva di grande rilievo e capacità che avrebbe un effetto moltiplicatore sull’intero quadro economico. Inoltre lavorando su un’integrazione di azioni finanziarie, come il saldo dei debiti9, e ottimizzazione dei contributi per le rinnovabili, sarebbe possibile anche realizzare virtuose economie di scala.

fonte rinews.it

Rinnovabili è possibile e Apple una realtà ora servono gli incentivi per lo sviluppo tescnologico


Green Energy - un Post sul Futuro di Roberto Saija

Green Energy

Il futuro delle fonti rinnovabili passa soprattutto dallo sviluppo di sistemi di stoccaggio energetico. Pensate ad una casa capace di immagazzinare l’energia raccolta tramite pannelli solari nelle giornate più soleggiate per poi sfruttarla nei giorni nuvolosi o piovosi. La dipendenza dalla rete sarebbe quasi annullata, creando la possibilità di una vera autonomia energetica.

Oggi il grande problema del fotovoltaico è l’accumulo e la dispersione durante tale fase dell’energia prodotta, la APPLE è pioniere in tale attività di accumulo e riutilizzo con lo sviluppo di un data center interamente alimentato con GREEEN ENERGY

La Mela ha detto addio all’approvvigionamento a carbone e a petrolio per i numerosissimi server che costituiscono la sua nuvola, per passare invece a un’energia totalmente green. A Maiden, nella Carolina del Nord, l’azienda di Cupertino ha infatti occupato 100 acri di terreno con degli impianti solari di ultimissima generazione per generare energia per l’adiacente datacenter. Non è tutto, perché la sede produrrà anche biogas a sua volta convertito in elettricità. In totale, Apple sarà in grado di produrre da sé il 60-70% del suo fabbisogno energetico annuale, mentre il restante verrà acquistato da fonti locali altrettanto rinnovabili. tutto ciò nato dalla contestazione di GreenPeace a cui Apple non ha sbattuto la porta in faccia ma ha ascoltato le ragioni, vagliato le possibili soluzioni e sviluppato concretamente il progetto.

Il progetto Apple si è reso possibile grazie al consumo costante di energia elettrica le abitazioni tradizionali hanno invece la problematica di avere un consumo energetico solo durante le ore notturne e nei periodi invernali che impone elevate capacità di accumulo energetico oggi possibile con batterie al litio che comportano però un costo medio di $ 800 a chilowattora stoccato, è facile immaginare che il progresso e la industrializzazione di sistemi di accumulo avanzati permetterà di abbassare questi costi a $ 200.

Questo sviluppo tecnologico/industriale secondo l’ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed elettroniche) deve passare attraverso l’intervento pubblico. Il modello di incentivi da pensare dovrebbe essere quello tedesco: fino a 2000 euro di incentivo per un impianto fotovoltaico dotato di un moderno sistema di accumulo. In Italia, secondo l’associazione, questo tipo di iniziativa troverebbe un terreno fertile.

Nicola Cosciani, presidente del gruppo sistemi di accumulo di ANIE, ha riassunto ottimamente la situazione con queste parole:

Massimizzare l’autoconsumo è la strada maestra per un fotovoltaico economicamente sostenibile senza incentivi. Se grazie a programmi di stimolo che inneschino una crescita della domanda (che aumenterà anche per la richiesta nel settore dei veicoli elettrici), le batterie calassero rapidamente di prezzo, per il fotovoltaico e in generale per le rinnovabili non programmabili si aprirebbero grandissime opportunità.

La strada è tracciata cervelli strutture e tecnologie sono pronte allo sviluppo serve solo che qualcuno metta mano ad una finanziaria GREEN

Roberto Saija 51

MOLTO DI NUOVO SUL FRONTE ORIENTALE


La Cina e’ vicina? Ormai, troppo. L’incombenza del gigante asiatico continua a inquietare molti in Occidente. L’intraprendenza economica, e l’apparente immobilismo politico, minacciano le sicurezze di chi confidava nel proprio perenne primato. Ma qualcosa sembra muoversi, anche nelle percezioni meno avvertite. Proprio in questi giorni un segnale importante viene dall’America.Il New York Times ha pubblicato un lungo articolo che riportava considerazioni che risalgono direttamente alla sala ovale della Casa Bianca.

Il senso è che qualcosa stia mutando nella strategia Americana. Anche perche’ qualcosa di rilevante sta mutando nel cuore della citta’ proibita. Nel suo articolo , il piu’ prestigioso quotidiano del mondo lascia intendere che in queste settimane, a ridosso dell’inaugurazione del secondo mandato del Presidente Obama, il vertice Americano abbia discusso e condiviso una posizione di ampio credito per la nuova leadership cinese. Si accredita di fatto il nuovo segretario del partito cinese come un nuovo Gorbaciov, che potrebbe avviare una stagione, lunga, come e’ consuetudine nella tradizione cinese, ma inesorabile verso una democrazia sostanziale. Non arriveremo, ed e’ follia solo richiederlo, ad un allineamento di Pechino agli standard, formali e reali, della democrazia rappresentativa occidentali, con la separazione netta fra i poteri, l’indipendenza completa della magistratura e una libera consultazione del corpo elettorale. Ma il tema dei diritti individuali degli uomini e’ ormai all’ordine del giorno nel dibattito dei nuovi comunisti cinesi.

Ora un’eventuale liberalizzazione civile andrebbe letta insieme al processo di normalizzazione di tutti i diritti sociali, a cominciare dalla tutela del lavoro. Proprio nel l’ultimo grande paese comunista oggi si sta discutendo, concretamente, di come porre termine alla fase dell’accumulazione primitiva, direbbe Marx, ossia di quel selvaggio far west che ha visto le aziende occidentali speculare sul liberismo nei rapporti di lavoro, che permetteva a migliaia di imprenditori di pagare a livelli impensabili i propri dipendenti al di la’ della Muraglia cinese.

 

Ora la liberalizzazione dei diritti civili Marcia parallelamente alla civilizzazione dei diritti sindacali. Gia’ a Shenzen, la grande citta’ industriale del paese si notano cambiamenti clamorosi. In particolare alla Foxconn, la sterminata impresa, piu’ di 430 mila dipendenti che produce i meravigliosi e seducenti oggetti di Apple, si annunciano svolte nei regimi salariali e produttivi, con un riconoscimento di fatto di un sindacato autonomo e indipendente.

 

Diritti e costo del lavoro cresceranno insieme. Questo vuol dire che non saranno piu’ inquisiti i lavoratori cinesi che pretenderanno un trattamento equo. Che non saranno condannati e licenziati I dirigenti sindacali. Che le associazioni di lavoratori non saranno pi’ denunciate , e le proprie sedi e impianti tipografici sequestrati. Ci accorgeremo presto anche da noi, in Europa delle novita’. Il decentramento in Cina non potra’ essere usato come una scorciatoia alternativa all’innovazione. E in cambio vedremo come in alcuni settori, come il fotovoltaico, la concorrenza non sara’ piu’ sul; prezzo ma sulla qualita’ del prodotto. Cambiera’ la vita dei lavoratori in oriente, e degli imprenditori in occidente.